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E. Rosenstock-Huessy

Perché Rosenstock? Perché nel sito dedicato ad Alessandro Biral abbiamo ritenuto di riservare uno spazio a Eugen Rosenstock-Huessy (1888 – 1973), ad un pensatore pressoché sconosciuto in Italia? Ad un pensatore appartenente ad una generazione che “è sopravvissuta alla morte sociale in tutte le sue varianti”, e lui stesso è “sopravvissuto a decenni di studio e di insegnamento delle scienze scolastiche e accademiche”?

Proprio per questo. Per il suo collocarsi al di là delle classificazioni e delle semplificazioni, perché “l’ateo voleva farmi scomparire nella divinità, i teologi nella sociologia, i sociologi nella storia, gli storici nel giornalismo, i giornalisti nella metafisica, i filosofi nel diritto, e – devo dirlo? – gli avvocati, in un inferno, che come membro del nostro mondo attuale, non avrei mai lasciato”. Perché Eugen Rosenstock ha saputo tracciare e seguire il proprio percorso intellettuale senza cedere a compromessi e conformismi, in una solitudine aperta a fare causa comune con gli altri, perché “la società è un inferno fintanto che l’uomo o la donna sono soli”.

Per gentile concessione degli eredi letterari di Eugen Rosenstock-Huessy, il libro I am an Impure Thinker è ora disponibile anche nella traduzione italiana a cura di L. Furano Sono un pensatore impuro.

Filiberto Battistin Eugen Rosenstock- Huessy: Un pensatore impuro

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